Come aiutare vostro figlio a imparare a parlare

10th Ago 2014

CONSIGLI PER I GENITORI

Come aiutare vostro figlio a imparare a parlare

Come aiutare vostro figlio a imparare a parlare

Lo sviluppo del linguaggio avviene attraverso la maturazione e l’esercizio degli organi deputati alla fonazione e la motivazione ad acquisire uno strumento di comunicazione con l’altro.

L’apprendimento del linguaggio, come ogni forma di apprendimento è strettamente correlata alla affettività. L’individuo apprende meglio se è circondato da un ambiente affettivo che lo valida, sostiene, incoraggia e non lo critica o punisce per gli errori commessi. Solo in questo modo un bambino riesce ad acquisire sicurezza in se stesso, a sopportare la fatica e la frustrazione che accompagna l’apprendimento di ogni nuova competenza e ad utilizzare al meglio le proprie abilità. Tenendo a mente questo concetto, ogni genitore riuscirà a  far si che il proprio figlio esprima al massimo tutte le sue risorse.

Ecco cosa si può fare nello specifico.

Come aiutare vostro figlio a imparare a parlare

  • Fin dai primi giorni di vita raccontargli e spiegargli tutto ciò che fate insieme a lui, quello che vede e le esperienze che fa. Fategli delle domande, anche se ovviamente non vi risponderà, si sentirà più coinvolto in quello che dite. Ad esempio ditegli  che lo state vestendo, mettendogli il pannolino pulito, la cremina, che gli state preparando il bagnetto, la pappa o che vi state preparando per uscire  fuori a passeggio.
  • Scegliere parole semplici e parlare con calma. Ciò non significa insegnargli un linguaggio povero, ma aiutarlo ad apprendere con le capacità che ha a disposizione in quella fase dello sviluppo
  • Non semplificare il linguaggio, storpiando le parole iad es  “bau-bau al posto di cane”, o “brum-brum”  al posto di macchinina)
  • Non forzare il bambino, con piccoli ricatti o promesse, a ripetere le parole.
  • Ridurre le domande chiuse, che sollecitano la semplice risposta SI’/NO proponendo domande binarie che stimolano la parola. ES: cosa vuoi per merenda LA MELA o LA BANANA?
  • Sfogliare insieme al bambino libri con immagini, indicando e nominando gli oggetti; subito dopo provare a chiedere al bambino di fare altrettanto (prima di indicare e in seguito di nominare), senza forzarlo!
  • Raccontargli fiabe e storie, rendendolo attivamente partecipe del racconto.
  • Fare il gioco del “far finta di…” (cucinare, fare le pulizie, telefonare, guidare): quando il bimbo dice una parola storpiate, ripetergliela  più volte in modo corretto (ad es aua  per acqua; dirgli: “Ah volevi dare l’acqua alla tua bambolina! ..dai diamole l’acqua!… anche noi beviamo l’acqua! Che buona e  fresca è quest’acqua!). In tal modo si propone un modello chiaro e semplice, rimodellando la parola e/o frase detta dal bambino
  • Insegnargli canzoncine e filastrocche: la melodia aiuta a memorizza
  • Evitare di sgridarlo o trasmettere le proprie ansie se fa fatica a parlare
  • Tenere a mente che ogni bambino è unico, perciò ha dei suoi tempi e modi per raggiungere le varie tappe del linguaggio

GIOCHI PROPEDEUTICI AL LINGUAGGIO:

  • FARE BOLLE DI SAPONE
  • SPOSTARE PICCOLE PALLINE DI CARTA SOFFIANDO NELLA CANNUCCIA
  • SPEGNERE LE CANDELE
  • FARE ALCUNI ESERCIZI CON LA BOCCA E/O LINGUA: imitare ilmotore della moto (labbra che vibrano), il gatto che lecca (alzare–abbassare la lingua, spostarla a dx e a sn), , il galoppo del cavallo.  far scoppiare le guance, chiamare il gatt.o
  • RIPRODURRE SUONI ONOMATOPEICIi: BU-BU; MAO-MAO; QUA-QUA; BE-BE; MU-MU;CIP-CIP; CO-CO; CHI-CHI; PIO-PIO; IO-IO; DIN-DON; TIC-TAC; BRUM-BRUM; TU-TU; PAM-PAM; AM-AM; SSS-SSS.

Come aiutare vostro figlio ad espandere il linguaggio

  • Quando vostro figlio vi parla, si può riprendere una parte o tutta la frase, aggiungendo solo gli elementi mancanti per trasformarla in una frase complessa e grammaticalmente corretta.
  • Facendo il gioco del “far finta di” (cucinare, far la spesa, fare il meccanico, l’esplratore ecc..) incoraggiare il bambino a dialogare in modo coerente alla situazione che si sta mettendo in scena
  • Descrivere eventi ed immagini in modo complesso. Non ci si limita alla semplice descrizioni di un argomento che interessa il bambino, ma con i gesti, l’espressioni facciali e l’intonazione della voce, gli si forniscono tutte le informazioni possibili usando parole come ”Perché”, ”Ma”, ”Poi”.
Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Laureata in Medicina, specializzata in Neuropsichiatria dell'Infanzia e della Adolescenza, si occupa della diagnosi e terapia dei maggiori disagi infantili e adolescenziali nel proprio studio di Milano.
Per contatti e informazioni: 348 9842 542
Dott.ssa Beatrice Dugandzija
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