Disturbo della condotta nel bambino e adolescente

20th Set 2014
Disturbo della condotta in adolescenza

Disturbo della condotta in adolescenza

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali alla sua V revisione (noto anche con la sigla DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), le caratteristiche essenziali del Disturbo della Condotta in infanzia e adolescenza sono le seguenti:

Per almeno 6 mesi devono essere presenti almeno 4 sintomi di qualsiasi tra le seguenti categorie e manifestarsi nella relazione con almeno una persona che non sia il fratello:

un modello di comportamento in cui vengono violati i diritti fondamentali degli altri, oppure le principali norme o regole sociali appropriate all’età, che si manifesta con la presenza nei 12 mesi precedenti di almeno tre dei seguenti 15 criteri fra le categorie sotto indicate, di cui almeno un criterio negli ultimi 6 mesi:

Aggressione a persone e animali: spesso fa il prepotente, minaccia o intimorisce gli altri; spesso inizia delle colluttazioni; ha usato un’arma che può causare seri danni fisici (bastone, coltello, bottiglia di vetro rotta, pistola…), è stato fisicamente crudele con le persone; è stato fisicamente crudele con gli animali; ha rubato affrontando direttamente la vittima (ad es. aggressione, scippo, estorsione, rapina a mano armata…); ha costretto qualcuno ad attività sessuali.

Distruzione di proprietà: ha deliberatamente appiccato il fuoco con l’intenzione di causare seri danni; ha deliberatamente distrutto proprietà altrui con altre modalità)

Frode o furto: è penetrato nell’abitazione, nel caseggiato, automobile di qualcuno; spesso mente per ottenere vantaggi, favori o per evitare doveri; ha rubato oggetti di valore senza affrontare direttamente la vittima (ad es. furto nei negozi, ma senza scasso, contraffazione).

– Gravi violazioni di regole: spesso, già prima dei 13 anni, trascorre le notti fuori, nonostante il divieto da parte dei genitori; si è allontanato almeno due volte mentre viveva nella casa dei genitori o di chi ne fa le veci, o una volta senza tornare per un lungo periodo; spesso già prima dei 13 anni marina la scuola.

L’anomalia del comportamento causa una compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.

Vi sono tre sottoclassificazioni: il tipo con esordio nell’infanzia (il soggetto presenta almeno un sintomo prima dei 10 ann)i; il tipo con esordio nell’adolescenza (il soggetto non mostrava nessun sintomo prima del 10 anni); Esordio non specificato (non sono disponibili informazioni sufficienti per stabilire quanto sopra)

Può essere caratterizzata da mancanza di empatia/insensibilità, mancanza di rimorso o sentimenti di colpa, affettività superficiale o anaffettività, indifferenza per i propri risultati (scolastici, lavorativi…).

Può essere di lieve (pochi criteri presenti, danni minori: bugie, assenza scolastiche ingiustificate, stare fuori casa fino a tardi senza permesso, altre trasgressioni delle regole), moderato (condizione intermedia tra lieve e grave), grave (numerosi criteri soddisfatti, con danni notevoli agli altri.

La prevalenza varia dal 2 al 12% con una media del 4%. Le percentuali di prevalenza aumentano dall’infanzia all’adolescenza e sono più elevate tra i maschi che le femmine.

Sintomi del Disturbo della Condotta nel bambino e adolescente.

Il bambino/adolescente con Disturbo della Condotta fa il prepotente, minaccia ed intimidisce gli altri, marina la scuola; mente per ottenere vantaggi; dà inizio a risse;  trascorre la notte fuori o fugge di casa; riesce ad essere crudele con le persone e/o gli animali; appicca fuochi o  distrugge le proprietà altrui; ruba;  usa un’arma che può causare seri danni fisici.

L’esordio del disturbo si può verificare anche in età prescolare, ma i primi sintomi significativi compaiono tra la media infanzia e la media adolescenza.

Il disturbo oppositivo-provocatorio è un comune precursore del disturbo della condotta con esordio nell’infanzia.

Il suo esordio dopo i 16 anni è raro.

I soggetti con Disturbo della Condotta, hanno difficoltà a regolare ed elaborare le emozioni (dato che trova riscontro nelle anomalie a livello della Amigdala e della Corteccia Prefrontale, evidenziate nella studi di Neuroimaging), una scarsa tolleranza della frustrazioni e una tendenza alla sospettosità.

Tali  soggetti, pertanto, travisano le intenzioni degli altri, considerandole più minacciose e ostili di quello che sono nella realtà e reagiscono con un’aggressione che essi ritengono spesso ragionevole e giustificata. Ricercano emozioni forti e sregolatezza. Abusano spesso di alcool e sostanze stupefacenti. Mettono in atto con una frequenza maggiore, rispetto alla popolazione generale, tentativi di suicidio o suicidi.

Il decorso è variabile. Nella maggior parte degli individui, il disturbo regredisce con l’età adulta. Molti soggetti, infatti, (in particolare quelli con esordio in adolescenza e con sintomi scarsi/lievi), in età adulta, raggiungono un adeguato adattamento sociale e lavorativo.

I soggetti con esordio precoce hanno una prognosi peggiore e sono maggiormente a rischio di sviluppare in età adulta comportamenti criminali, disturbi di personalità antisociali e disturbi correlati all’uso di sostanze stupefacenti.

I maschi manifestano spesso aggressività fisica, furto, vandalismo e problemi di disciplina scolastica. Le femmine presentano più frequentemente menzogne, assenze da scuola, fughe, uso di sostanze stupefacenti, uso di sostanze stupefacenti, prostituzione

I soggetti con tale disturbo sono maggiormente a rischio rispetto alla popolazione generale di sviluppare, in seguito, Disturbi d’Ansia, Disturbi dell’Umore, Disturbo da Stress post-traumatico, disturbi del controllo degli impulsi, disturbi psicotici, disturbi da sintomi somatici, disturbi correlati all’uso di sostanze stupefacenti.

Cause

Fattori genetici e biologici: 

I bambini e adolescenti  affetti da Disturbo  della Condotta hanno spesso un temperamento infantile difficile e scarsamente controllato, con un intelligenza inferiore alla media, in particolare  l’intelligenza verbale. Il disturbo sembrerebbe più frequente  nei bambini con genitori biologici con Disturbo della Condotta,  Disturbo da Uso di Alcool grave, Disturbi Depressivi, Schizofrenia, oppure con ADHD.

Gli studi di Neuroimaging funzionali (RMN funzionale e PET) hanno rilevato anomalie della corteccia prefrontale o della Amigdala. Tali aree sono associate alla regolazione ed elaborazione delle emozioni. E’ stato dimostrato, inoltre, che i soggetti con Disturbo della Condotta hanno a riposo una frequenza cardiaca minore e una reattività di conduttanza cutanea bassa rispetto alla popolazione generale.

Fattori ambientali

A livello familiare fattori di rischio del Disturbo della Condotta sono: rifiuto, trascuratezza da parte dei genitori, modello educativo incoerente, disciplina rigida, abuso fisico o sessuale, mancanza di controllo, fratelli affetti da Disturbo della Condotta;  precoce istituzionalizzazione, frequenti cambi di caregiver, famiglia di grandi dimensioni, criminalità dei genitori e alcuni tipi di psicopatologia familiare (ad es. Disturbi correlati all’uso di sostanza stupefacenti). A livello di comunità: rifiuto da parte dei coetanei, frequentazione di un gruppo di coetanei delinquenti, l’esposizione alla violenza del quartiere.

Terapia del Disturbo della Condotta in infanzia e adolescenza

Il Disturbo della condotta evolve rapidamente, man mano che il bambino cresce ed acquisisce  maggiori competenze e autonomia. Più precoce è l’intervento terapeutico, migliore è la prognosi

Risulta, pertanto, fondamentale un intervento terapeutico multimodale  “precoce” che preveda interventi di parent training per i genitori, supporto agli insegnanti, interventi psicoeducativi sul soggetto con disturbo della condotta e psicoterapia individuale e di gruppo  volta a:

Gli obiettivi terapeutici principali per l bambino/adolescente sono:

  • stabilire un sufficiente livello di alleanza/cooperazione con il terapeuta  contro  la rabbia e l’aggressività
  • ridurre la tendenza alla sospettosità, imparando a distinguere la differenza tra i proprii pensieri/percezioni dai dati di realtà
  • imparare a riconoscere le situazioni che generano rabbia e a mettere in atto strategie efficaci per “calmarsi” e superare i momenti di crisi
  • imparare a riconoscere e regolare meglio le proprie emozioni, comprendendo il legame esistente tra pensieri-emozioni-comportamenti
  •  acquisire abilità di problem solving
  • Acquisire strategie interpersonali più efficaci
  • elaborare eventuali  esperienze infantili negative (vedasi fattori ambientali)

Gli interventi di parent training (sostegno della genitorialità)  hanno il fine di:

  • fornire informazioni clinicamente corrette sul Disturbo della Condotta
  • Insegnare ai genitori strategie efficaci per prevenire o gestire i momenti di crisi
  • aiutare i genitori a riconoscere e gestire meglio le proprie emozioni
  • aiutare i genitori ad acquisire stili educativi più efficaci

Gli incontri con gli insegnanti hanno l’obiettivo  di fornire informazioni  sulla problematica psicologica del bambino e  strumenti efficaci dii gestione delle emozioni negative vissute dal bambino e dei suoi comportamenti disfunzionali nel contesto scolastico.

Un modello terapeutico efficace secondo la letteratura internazionale è il Coping Power Program del Prof . Johan E. Lockman, University of Alabama.

Farmacoterapia

Nei casi moderati/gravi è spesso utile associare agli interventi terapeutici multimodali, una terapia farmacologica vota ad aiutare il bambino/adolescente a regole meglio i propri stati emotivi, a migliorare e stabilizzare il suo tono dell’umore e a ridurre la tendenza alla sospettosità. I farmaci più frequentemente usati, in tali situazioni, sono il Valproato, il Risperidone, l’Arirpiprazolo, la Quetiapina  e gli antidepressivi SSRI (Fluoxetina, Fluvoxamina, Sertralina)

Diifferenze  tra Il Disturbo Oppositivo-Provocatorio e Il Disturbo della Condotta.

Entrambi i disturbi comprendo sintomi che provocano un conflitto con gli adulti e in genere con le figure che rappresentano l’autorità (ad es genitori, insegnanti, superiori al lavoro).

I comportamenti dei soggetti affetti da  Disturbo Oppositivo Provocatorio sono meno gravi  rispetto a quelli dei soggetti con Disturbo della Condotta e non comprendono l’aggressione a persone o animali, la distruzione di proprietà, il furto o la frode.

Nella definizione di Disturbo Oppositivo-Provocatorio è presente l’umore collerico ed irritabile che non è incluso nella definizione del Disturbo della Condotta.

Ad un soggetto possono essere poste entrambe le diagnosi se sono soddisfatti i criteri di entrambe.

Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Laureata in Medicina, specializzata in Neuropsichiatria dell'Infanzia e della Adolescenza, si occupa della diagnosi e terapia dei maggiori disagi infantili e adolescenziali nel proprio studio di Milano.
Per contatti e informazioni: 348 9842 542
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