Disturbo d’Ansia Sociale o Fobia Sociale nei bambini e adolescenti

26th Set 2014
Fobia sociale nei bambini

Fobia sociale nei bambini

Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali alla sua V revisione (noto anche con la sigla DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il Disturbo d’Ansia Sociale o Fobia Sociale ha le seguenti caratteristiche:

  • paura o ansia intese relative ad una o più situazioni sociali in cui il soggetto può

essere esposto al giudizio degli altri. (Ad esempio durante le interazioni sociali: avere una conversazione, incontrare persone sconosciute; essere osservato mentre si mangia o si beve; eseguire una prestazione di fronte agli altri: un discorso, un esame); nei bambini la paura si deve manifestare in contesti dove vi sono coetanei e non solo adulti.

  • Il soggetto teme che agirà in modo tale da venire umiliato/ rifiutato/ offeso dagli altri;
  • le situazioni sociali generano  paura/ansia immediata

Nei bambini la paura/ansia si manifesta con scoppi di pianto, collera; il bambino si può, inoltre, immobilizzarsi o aggrapparsi all’adulto

  • le situazioni sociali vengono evitate, oppure sopportate con ansia/paura intensa.
  • la paura o l’ansia sono sproporzionate rispetto alla situazione sociale temuta
  • la paura o ansia durano per più di 6 mesi
  • la paura o ansia generano un disagio significativo

Se la paura o l’ansia sono limitate al parlare od esibirsi in pubblico, si parla di Ansia sociale legata solo alla performance.

La prevalenza sia negli adulti che nei bambini e adolescenti è circa del 2%.

La maggior parte degli individui ha un’età di insorgenza tra gli 8 e i 15 aa, con un’età media di 13 aa. L’esordio può avvenire in seguito ad un’esperienza stressante o umiliante (ad es. fenomeni di bullismo, particolari difficoltà durante un discorso in pubblico…), oppure svilupparsi in modo lento e progressivo.

Cause.

Ambientali.

Maltrattamento e clima non sufficientemente sereno e supportivo durante l’infanzia

Genetici e biologici

Temperamenti caratterizzati da inibizione comportamentale e la paura della valutazione negativa sono fattori di rischio per il Disturbo d’Ansia Sociale.

Il Disturbo d’Ansia Sociale è ereditabile. I parenti di primo grado hanno una probabilità da 2 a 6 volte maggiore di sviluppare tale disturbo.

Tra i sistemi neurotrasmettitoriali il sistema serotoninergico è coinvolto nella genesi dell’ansia sociale, come anche evidenziato dalla buona risposta terapeutica agli  SSRI (farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina). I pazienti con Disturbo d’Ansia Sociale sembrano, inoltre, presentare un ipofunzionamento del Sistema Dopaminergico, come confermato dalla minore densità di siti di ricaptazione striatale della dopamina rispetto ai controlli sani. Le strutture cerebrali conivolte sono quelle appartenenti al Sistema limbico.

Comorbilità

Il disturbo d’Ansia sociale è spesso in comorbilità con altri disturbi d’ansia, il Disturbo Depressivo Maggiore e dall’adolescenza in poi con i Disturbi da Uso di Sostanze (gli adolescenti/giovani adulti utilizzano frequentemente alcool o sostanze stupefacenti per governare l’ansia).

E’ frequentemente associato anche al disturbo da Dismorfismo Corporeo.

Nei bambini sono comuni le comorbilità con l’Autismo ad alto funzionamento o il Mutismo selettivo

Terapia

Il Disturbo D’Ansia Sociale limita significativamente le esperienze che un bambino/adolescente può affrontare e che gli permettono di sviluppare al meglio le proprie abilità e risorse in ogni campo (a livello affettivo-relazionale, scolastico, ludico e sportivo).

Un bambino/adolescente con tale disturbo è, o può diventare, un bambino infelice e inibito. Va pertanto aiutato e sostenuto al più presto!

L’intervento terapeutico principale deve essere di tipo psicoterapico, atto a far acquisire al bambino/adolescente maggiore sicurezza di sé, elaborando e metabolizzando le proprie paure. Tale lavoro va associato ad interventi psicoeducativi e ad interventi di sostegno alle figure genitoriali.

Nei casi medio/gravi può essere necessaria associare una terapia farmacologica che riduca gli alti livelli di ansia, per permettere al bambino/adolescente di accedere con minor fatica al lavoro psicoterapeutico e psicoeducativo.

Gli Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (Paroxetina Fluvoxamina, Sertralina e Citalopram (devono essere considerati i farmaci di prima scelta in relazione al loro effetto ansiolitico, oltre che antidepressivo,  e alla buona tollerabilità.

Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Laureata in Medicina, specializzata in Neuropsichiatria dell'Infanzia e della Adolescenza, si occupa della diagnosi e terapia dei maggiori disagi infantili e adolescenziali nel proprio studio di Milano.
Per contatti e informazioni: 348 9842 542
Dott.ssa Beatrice Dugandzija

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