Dislessia – Definizione e Cause, DSA

14th Mar 2016

E’ un disturbo caratterizzato da una capacità di lettura, misurata secondo test standardizzati, significativamente inferiore per quanto riguarda la velocità o la precisione, rispetto a quanto previsto in base all’età del soggetto e al suo livello intellettivo e al grado di istruzione ricevuto.

Tale disturbo interferisce in mod

Dislessia definizione e cause

Dislessia definizione e cause

o significativo con il rendimento scolastico  e tutte le attività che richiedono capacità di lettura. Se il soggetto è affetto da un deficit sensoriale, le difficoltà di lettura devono essere maggiori di quanto previsto in base a tale deficit.

E’ un Disturbo Specifico dell’Apprendimento o DSA: il termine “Disturbo” indica che è un’alterazione dei normali processi di sviluppo e non un ritardo del corso dello sviluppo normale. Il termine “Specifico” indica che è un disturbo isolato rispetto al resto delle prestazioni cognitive che sono nella norma (Quoziente Intellettivo >85). I soggetti affetti, inoltre, sono indenni da deficit grossolani o da condizioni socioeconomiche e relazionali inadeguate.

E’ un disturbo di origine “Costituzionale”: è presente dalla nascita, anche se si manifesta con la prima scolarizzazione e si presenta in soggetti senza lesioni cerebrali clinicamente evidenziabili.

Deve esserci “Discrepanza” rispetto al Quoziente Intellettivo (Q.I. inteso come indice delle potenzialità cognitive globali del soggetto). Ciò significa che il soggetto legge peggio di quanto permetterebbero le sue potenzialità cognitive. Se non vi è tale discrepanza non si parla di soggetto dislessico, ma di cattivo lettore (= punteggi bassi di Q.I. e di lettura)

Ai test diagnostici le prestazioni sono inferiori ai valori attesi per classe o per età (-2 ds; = < 10° o 5° percentili)

Si differenzia dalla Dislessia acquisita in seguito a danni cerebrali avvenuti dopo l’apprendimento della lettura. E’ spesso presente un disturbo della codifica fonemica.

E’ molto frequente che i bambini con DISTURBI SPECIFICI DEL LINGUAGGO presentino una difficoltà nell’apprendere la letto-scrittura a causa delle difficoltà nelle operazioni metafonologiche indispensabili per imparare la letto-scrittura (vedasi Sviluppo Fonologico e Metafonologia)

Un intervento precoce (prescolare) sulla Fonologia/metafonologia riduce le difficoltà iniziali di apprendimento della letto scrittura.

Possono giocare un ruolo anche problemi di natura visiva: alterazioni dei movimenti oculari rapidi, del processamento visivo rapido dell’informazione visiva. E’ comunque sempre presente un deficit dei processi di codifica fonologica.

In tali casi i bambini dislessici hanno problemi visuo-spaziali percettivi (inversioni di lettere o parole come “era” anziché “are”, “b” al posto di “d”; difficoltà nellʼorientamento spaziale come ad esempio nellʼuso di una mappa o nellʼeseguire istruzioni direzionali (ad es: “Vai diritto e poi gira a destra; “scrivi il tuo nome sul foglio in alto a destra”).

Per evidenziare un eventuale problema visuo-percettivo è necessario eseguire presso un optometrista comportamentale dei test specifici come il Test of Visual-Perceptual Skills (TVPS) che raggruppa la varie Gestalt (forme) del processo visivo (discriminazione visiva, memoria visiva, relazioni visuo-spaziali, costanza della forma, relazione figura-sfondo, chiusura visiva). Tali abilità possono esse potenziate con il training visuo-percettivo. Pertanto se si riscontano problematiche visuo-spaziali nel trattamento della dislessia può essere opportuno associare ad un intervento logopedico anche un trattamento optometrico.

Cause della Dislessia

Secondo la Teoria Fonologica, i dislessici hanno un deficit specifico nella rappresentazione, nellʼimmagazzinamento e nel recupero dei suoni del linguaggio. Tale deficit deriverebbe da una disfunzione congenita delle aree perisilviane dellʼemisfero sinistro. (Pug et al, 2000; Temple et al 2001; Shaywitz et al 2002).

Secondo la Teoria Magnocellulare, la riduzione degli strati magnocellulari del Corpo Genicolato Laterale e Mediale sarebbe la causa della disfunzione alla base della difficoltà di letto-scrittura. Quest’ultima consisterebbe in un deficit specifico nella processazione di brevi stimoli sensoriali presentati rapidamente sia nella modalità, visiva che uditiva. Il deficit fonologico deriverebbe, pertanto, da un’incapacità nel percepire stimoli uditivi in rapida successione e nel discriminare determinate frequenze di suoni (per esempio, nella discriminazione fonemica di suoni acusticamente simili da-ba). Il disturbo del processamento rapido degli stimoli visivi sarebbe responsabile degli errori di “sostituzione” di lettere visivamente simili, “inversione” ed “omissione”. Il difetto della soppressione saccadica, inoltre, farebbe si che si determinerebbe una confusione tra stimoli percettivi.

La teoria Magnocelluare ha cercato di includere anche la Teoria Cerebellare a fronte dei collegamenti tra cervelletto e Corteccia parietale posteriore, principale afferenza del sistema magnocellulare. La Teoria Cerebellare sostiene che la disfunzione cerebellare causerebbe in primo luogo un deficit nel controllo motorio e, di conseguenza, nell’articolazione del linguaggio. Il ritardo o il deficit articolatorio porterebbe ad una difficoltà nella rappresentazione fonologica. In secondo luogo la disfunzione cerebellare causerebbe un deficit nell’automatizzazione di procedure. Una ridotta capacità nell’automatizzare potrebbe rendere difficoltoso il processo di apprendimento delle regole di corrispondenza grafema-fonema.

Entrambe le teorie hanno dei limiti. La teoria Fonologica non tiene in considerazione gli altri aspetti del disturbo (deficit sensoriali e motori) che possono essere presenti nei soggetti dislessici. La teoria Magnocellulare, ha subito forti critiche da parte di molti ricercatori. Alcuni studi, infatti, hanno affermato che il legame di causa-effetto tra malfunzionamento magnocellulare e dislessia non sia così stretto in quanto esistono più soggetti normolettori con deficit al sistema magnocellulare rispetto a soggetti dislessici; altri studi hanno evidenziato che i deficit uditivi non predicono quelli fonologici. Infine i deficit visivi sono stati trovati solo in un ristretto gruppo di dislessici e, in questo caso, essi sono stati osservati relativamente a stimoli visivi che non sono specificatamente processati dal sistem magnocellulare.

Attualmente la maggior parte degli studi affermerebbe che solo il deficit fonologico di per sé è sufficiente a causare Dislessia, che tutti gli altri disturbi osservati (deficit uditivo, visivo e motorio) rappresentino dei markers che non ne costituiscono una causa diretta.

Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Dott.ssa Beatrice Dugandzija

Laureata in Medicina, specializzata in Neuropsichiatria dell'Infanzia e della Adolescenza, si occupa della diagnosi e terapia dei maggiori disagi infantili e adolescenziali nel proprio studio di Milano.
Per contatti e informazioni: 348 9842 542
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